CAMPAGNE

Welfare e precarietà: “Se tre anni vi sembran pochi” - 3 agosto 2007
Il responsabile nazionale Lavoro del Pdci, Dino Tibaldi, ha lanciato, nel corso di una conferenza stampa, la campagna di mobilitazione "Se tre anni vi sembran pochi", per modificare una parte del protocollo sul welfare siglato da governo e parti sociali. Tibaldi spiega: “Il protocollo prevede il tetto di 36 mesi, cioè tre anni, comprensivo di proroghe e rinnovi, oltre il quale il rapporto di lavoro precario si trasforma in un contratto a tempo indeterminato. Noi vogliamo che sia così. Ma che sia così per davvero. E per essere così va cancellato dal protocollo il capoverso successivo, quello che recita: "Salva l'attivazione di una particolare procedura presso le Direzioni provinciali del lavoro". La campagna, come ha spiegato ancora Tibaldi, prevede manifesti, volantini e punti di comunicazione nelle città, sulle spiagge, ai concerti e in tutti i luoghi frequentati dai giovani.
Per i Comunisti italiani "non ci devono essere procedure speciali di nessun tipo. Dopo tre anni un'azienda non deve poter prorogare a nessuno "surrettiziamente" un contratto da lavoratore precario. Se dopo tre anni un'azienda, un ente, un datore di lavoro, ha deciso di rinnovare un contratto è segno che quel lavoratore lo ha sufficientemente provato, dopo tre anni, e se lo vuole tenere. Bene, lo deve assumere, non può continuare a tenerlo sotto il ricatto di un rinnovo". Conclude Tibaldi: "36 mesi sono più che sufficienti, anzi sono già troppi. Chiediamo a Rutelli, Fassino, Prodi e i nostri alleati se vogliono davvero che dopo tre anni sia ancora possibile restare precari. Alle parole seguano i fatti: sparisca dal protocollo quel capoverso".

Abitazioni Enasarco: la sezione del Pdci del Quinto municipio ha inviato una lettera al Commissario straordinario dell'Enasarco, dott. Giovanni Pollastrini, per chiedere che agli inquilini che opteranno per la reateizzazione del conguaglio richiesto non vengano aggiunti gli interessi legali. Riteniamo che sia ingiusto che i cittadini paghino ulteriormente, oltre ai rincari Istat previsti e mai notificati dal 2001 ad oggi. Auspichiamo che la nuova gestione dell'Enasarco sia totalmente diversa e attenta ai bisogni ed interessi dei cittadini e dei lavoratori e in netta discontinuità rispetto alla gestione del presidente Porreca.
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